8.4 Respirare a tempo

INDICE DEL LIBRO                PROSSIMO PARAGRAFO                   www.windproject.it


LA RESPIRAZIONE E IL DIDGERIDOO
8.4 Respirare a tempo

Dopo aver praticato qualche tempo il didjeridoo (a differenza di quando ci si trovava in principio), suonando una nota base corretta, si noterà che non si soffre più di carenza d’aria. All’opposto, capita sempre più sovente di trovarsi in eccesso d’aria.
Istintivamente si potrebbe pensare di ‘saltare’ l’inspirazione e continuare con il riff ritmico del brano in esecuzione. Questo modo di suonare fa produrre un suono differente nella fase d’inspirazione rispetto allo stesso emesso durante la corretta respirazione circolare. Il motivo è ovvio, durante l’inspirazione la lingua è in contatto con il palato. Se questa operazione venisse saltata, la lingua sarà appoggiata alla mandibola creando un volume maggiore all’interno della cavità orale rendendo l’armonico più basso. Successivamente non si dovrà più fare attenzione durante l’esecuzione del brano, inspirazioni ed espirazioni si dovranno alternare con naturalezza permettendovi di concentrarvi solo sul brano in esecuzione. È bene ricordare che mentre si sta suonando, il diaframma deve rimanere in posizione di “riposo”, quindi né troppo in alto, dato che in questo caso si avrebbe carenza d’aria, neanche però troppo in basso il che indicherebbe un eccesso d’aria. In entrambi i casi si ha una minore capacità nel dosare l’aria, quindi suoni tremolanti e ritmo irregolare. Con diaframma alto anche una minore spinta addominale.
Un’errata respirazione darà maggior difficoltà nel tenere il tempo costante.
Una corretta e regolare inspirazione aiuta la precisione d’esecuzione del brano, come se fosse il piede battuto a tempo, ma con valenza maggiore proprio perché legata ai muscoli che vengono utilizzati attivamente per creare il ritmo.
Citando Charlie McMahon alla fine di una lettera indirizzata a Stefano Focacci “Keep breathing the beat”, letteralmente tieni il tempo respirando. Successivamente “Keep breathing the beat” diventò un brano dello stesso Focacci.
Quindi, in caso di eccesso d’aria, l’unica soluzione che non dia possibilità di errore è sostituire l’inspirazione con l’espirazione. In principio può non essere cosa semplice, a volte invece può riuscire al primo tentativo. Altra soluzione importante per risolvere questo inconveniente ma anche per progredire su ritmi veloci è utilizzare la respirazione passiva, trattata nel prossimo paragrafo.

Alcuni suggerimenti su pattern ritmici potrebbero essere (NB: i seguenti pattern servono da esempio, possono essere eseguiti dopo aver appreso le tecniche dei prossimi capitoli):
TI TA INSP TI TA INSP TI TA TI TA INSP
Oppure, se non espressamente indicata, l’inspirazione potrà avvenire quando la lingua è in posizione O, sempre, anche quando la vocale O si trova nella prima sillaba come nei prossimi esempi:
TON TI TON TI TON TON TI TON
TON TON TI TON TON TI
Nel prossimo ritmo la lingua tocca contro il palato in due differenti posizioni T e K permettendo di eseguire parti ritmiche più complesse:
TAKA TAKA TON

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