Didgeridoo Acustica (suonabilità e caratteristiche timbriche)

La registrazione dell’intero video è  avvenuta durante il Workshop Gratuito  il 14 Aprile 2013 di cui si trovano dettagli  qui:
www.artietradizioni.it/Artietradizioni/Didgeridoo-workshop-gratuito.html 

2h 37min in cui vengono condensate una mole di informazioni enorme, impensabili fino a pochi anni fa. Il tutto trattato con un lessico semplice, ma non banale. Un lavoro importante fruibile dal neofita ma anche dall’esperto di didgeridoo, apprezzabile sia da persone con formazione tecnica ma anche classica. Niente è lasciato al caso o dato per scontato.

TITOLO: Potenzialità acustiche del didgeridoo

Come viene adoperata la scelta dello strumento?
Reali necessità, moda o errate convinzioni?

Per vedere l’intero workshop gratuitamente, invia una email a andrea@artietradizioni.it

Voce: Andrea Ferroni www.andreaferroni.it
Riprese Video, pubblicazione on line: Fabrizio Polibio

Organizzazione: Associazione Arti e Tradizioni
www.artietradizioni.it
all’interno del progetto didattico “Scuola di Didgeridoo”
www.windproject.it/scuola-del-didgeridoo/
Col contributo di DIDGERIDOO WINDPROJECT: www.windproject.it

Temi del Workshop “Potenzialità acustiche del Didgeridoo”:

ARGOMENTO | Tempo d’inizio

Gamma strumenti Windproject | 0:00
Come scegliere uno strumento | 24:50
Cos’è il suono e come viene prodotto | 30:30
Forma conica e cilindrica | 30:45
Armonici e risonanza | 54:50
Campana | 1:18:30
Backpressure | 1:25:15
Forma dell’imboccatura | 1:35:50
Conclusioni | 1:36:50
Domande | 1:55:50

Voce: Andrea Ferroni http://www.andreaferroni.it
Riprese Video, pubblicazione on line: Fabrizio Polibio

Alcuni commenti pubblicati sul Forum del Didgeridoo:

Topic del forum: www.yidaki.forumup.it/viewtopic

Emiliano Tenzi: Ho appena finito di vedere il video! penso lo dovro’ rivedere molte volte. in generale gli argomenti gia’ li conoscevo grazie al forum, certo non in questa forma cosi’ profonda e tecnica! e’ lodevole il lavoro che fai, veramente hai una passione enorme che anni fa mi ha stimolato verso quello che sono adesso!ci sono alcune parti dove guardo verso un altro cammino, per esempio lo strumento ideale, magari si, come dici tu come strumento musicale in un contesto musicale, pero’ il didge ha anche un contesto molto intimo per me…e’ difficile rimanere a suonare una chitarra soli per ore dentro una stanza chiusa, certo non impossibile. lo strumento per iniziare e’ un altra cosa. io, nella mia carriera cercando di trasmettere quello che so, mi sono reso conto che e’ molto facile influenzare.E’ veramente difficile guidare qualcuno e allo stesso tempo lasciarlo libero di creare! Essere bravi con il didge e’ questione di pratica far qualcosa di nuovo e’ tutt’altra cosa. certo, tu, nel tuo video, parli dal punto di vista fisico, li’ c’e’ ben poco da influenzare, sono leggi. e aggiungo, sei talmente padrone di cio’ che sai che riesci a spiegarlo in poche parole…anzi con esempi sul risotto, mi hai fatto cappottare!mi ha fatto molto piacere da buono italiano, le relazioni che hai creato fra buon comere e buon suonare, fra buon piatto e buona musica,e via dicendo fra le varie arti!qua’ in argentina lo spiritualismo e’ fortissimo, e’ una differenza di cultura millenaria, in generale e’ un cammino completamente diverso da quello da te intrapreso.Penso che tutto fa brodo! queste sono le mie prime impressioni diciamo piu’ emotive, per quelle tecniche come ho gia’ detto devo rivedere il video svariate volte! quest’anno sicuro torno in Italia, ancora non so quando pero’ sicuro ci rivediamo!
Un abbraccio Emiliano

Fabio Gagliardi: Ho mandato una mail ad Andrea, dicendogli che mi avrebbe fatto piacere vedere il video, e lui con la solita puntualità me l’ha spedito, addirittura ringraziandomi per il mio riscontro. Beh, il minimo che ti possa dire è GRAZIE A TE!
Mi sento di aver ricevuto un regalo di due ore e mezza, per cui mi sembra giusto dedicare cinque minuti del mio tempo per scrivere una mia impressione.
Credo che l’aver girato un video così lungo e dettagliato ed averlo messo a disposizione gratuitamente, sia sintomo di grande generosità e di una passione smisurata. Molti si sarebbero guardati bene dal regalare dieci anni di studi solo per il piacere di divulgare.
A mio parere questo video dovrebbe essere visto si da chi suona e da chi deve scegliere uno strumento, ma soprattutto da chi ha esperienza nel campo del didgeridoo, come musicista o costruttore, e soprattutto da chi insegna.
Non è mia abitudine dilungarmi in salamelecchi ed elogi eccessivi, ma come si dice nella splendida città in cui vivo: quanno ce vò ce vò!
Intanto è un piacere ascoltare un insegnante parlare per più di due ore utilizzando un italiano corretto e scorrevole (a parer mio uno dei fattori principali se si vuole insegnare non solo didgeridoo, ma qualunque strumento o disciplina), per di più utilizzando termini tecnici senza la prosopopea del sapientone, ma cercando di semplificarli rendendoli fruibili a tutti.

Il didgeridoo non è uno strumento “convenzionale” e come tale non esiste (per moltissimi aspetti fortunatamente) una scuola che rilasci diplomi per poter insegnare, ma spesso si trovano in giro cosiddetti “maestri”, che insegnano giusto perchè sanno fare la respirazione circolare, trasmettendo ai loro allievi nozioni sommarie o addirittura sbagliate. Come d’altro canto si trovano suonatori che si esibiscono, anche in locali, giusto perchè sanno emettere il suono ed accennare la respirazione; questo è uno dei motivi per cui molta gente mi dice :”ah suoni il didgeridoo, quello strumento che fa booooooooooo”.

Tornando al video, ho trovato molte cose estremamente interessanti, come ad esempio la spiegazione per cui su un didgeridoo cilindrico si sentano meglio gli armonici che produciamo con la lingua rispetto ad un didgeridoo conico, non perchè come comunemente si dice, lo strumento cilindrico ha più armonici, ma perché……..andate a guardarvi il video! 🙂

Un paio di consigli per Andrea:

– sottotitolare il video in inglese, in modo che possa trovare riscontri anche all’estero (so che è un mega sbattimento, ma per un lavoro che ti ha richiesto così tanti anni di ricerca penso ne valga la pena)

– suddividere il video in argomenti, ricavando così diversi video più brevi. Questo anche perché agevolerebbe chi fosse interessato a rivedere un punto preciso.

A questo punto ti faccio una domanda “tecnica” inerente agli argomenti trattati:
teoricamente gli armonici (effetti tromba) sono infiniti…se ipoteticamente ci fosse una sorta di compressore che oltre ad emettere aria potesse anche fare una vibrazione all’interno di un didgeridoo, emettendo così i vari armonici e potesse esprimere una forza sempre maggiore, quale sarebbe il limite che si incontrerebbe?
Dopo tot armonici, si romperebbe il didgeridoo, si romperebbero i timpani, o nulla di tutto questo?
Spero di non aver rotto io con questa curiosità 🙂

Bene, non credo di aver scritto così tanto nemmeno al tema di maturità, per cui la smetterò qui.

Ah un’ultima cosa, effettivamente ho trovato una mancanza importante al video….un applauso finale!

Wolf: Ehehe, grande! Io c’ero, è stata una mattinata molto istruttiva, se non altro per il senso di “riordino” dato dal sentire tutte le informazioni spiegate con un filo logico ed organico.
In una maniera “suddivisa per argomento” ma comunque molto approfondita qui sul forum, a voler cercare, gli argomenti mostrati nel video ci sono già tutti. Una ripetizione così scorrevole e chiara però non può altro che far bene a chiunque desideri avvicinarsi al didgeridoo, o anche solo per sfatare la tanta disinformazione che si trova sull’ argomento.
Mi unisco al coro dei ringraziamenti!

Mobbu: Da paura, Andrea, veramente, oltre le mie aspettative.
Ci voleva uno studio di questo tipo, ne sentivo la necessità.

Sopratutto detto da una persona che nel corso del tempo ha dovuto cambiare millemila strumenti per arrivare a capire dopo troppo tempo quello di cui avevo bisogno.

Ho seguito attentamente il video, la parte cruciale ho dovuto rivederla 2-3 volte per riusce ad andare avanti.
Sono stato tratto in inganno nel momento in cui hai associato la “risonanza di Helmholtz” allo strumento, in prima battuta avevo associato la cavità alla bocca e il collo al didj e le cose non mi tornavano, rivedendo il filmato poi ho riassociato due risuanatori uno alla cavità orale e uno allo strumento e il discorso a cominciato a quagliare assai meglio.

Forse si può dare più risalto a questo fattore che è uno dei nodi cruciali, la forma del risuanatore di helmholtz può trarre in inganno nel binomio bocca-didj, sopratutto in un workshop ( o video/libro ) di lunga durata in cui i meccanismi tecnici possono alla lunga stancare ( nel senso più positivo, overflow di informazioni) lo spettatore.

Mi sono riempito di orgoglio quando mi hai citato per aver richiesto uno strumento che dovesse suonare in un certo modo, la cosa da più unicità al mio personale percorso 🙂

Bellissimo, a breve lo rivedrò per consolidare alcuni concetti.

Grande !

Alfredo Sestito: Ho finito ora di vedere il video per la seconda volta, di cui una insieme ad un mio amico che porta avanti il metodo Tomatis e si sta avvicinando al didgeridoo per la prima volta in questi giorni. Siamo rimasti incollati al pc per tutta la durata del video, e alcuni passaggi li abbiamo rivisti più volte per fissarne i concetti

Lavoro superlativo… veramente… Senza parole.
Il lavoro di Andrea è immane, per la semplicità con cui tratta argomenti non certo semplicissimi, per i 2h37 di video, attraverso i quali traspare non solo la passione, ma gli studi che sono stati affrontati per arrivare a ciò. Per l’aver messo tutto a disposizione senza chiedere nulla in cambio.

Cose che sono state già dette nei post precedenti ma che meritano di essere ripetute.

Credo che questo lavoro vada inserito nella “bibbia” del didgeridoo.
Come portata e spessore, in termini di conoscenza, mi ha ricordato il documentario di Demetrio Stratos “suonare la voce” che è stato una pietra miliare della mia formazione musicale.

Per quanto riguarda la mia esperienza sarò chiaro:
Il risultato di queste 2h e 37 di video è che ieri sera, dopo aver spento il pc, mi sono seduto davanti ai miei legni e ho iniziato a guardarli, anzi a scoprirli. Fin’ora ho acquistato senza congnizione di causa, nel senso, ascoltavo, mi piaceva, acquistavo, ma non mi sono mai posto il problema di come avrebbe potuto o dovuto essere un legno rispetto ad un altro, probabilmente per inesperienza.

Guardando i miei didge mi sono reso conto che fino a ieri sera ho suonato uno strumento senza avere la minima idea di come funzionasse realmente. Su alcune cose ci ero arrivato grazie al forum, tipo il rapporto tra lunghezza, diametro del didgeridoo, campana, imboccatura e nota base. Ma mai mi ero chiesto per esempio che differenze ci sono tra strumenti conici e cilindrici, con tutte le considerazioni che ruotano intorno alla forma. Anche la questione del rapporto tra materiali, vernici e suono è stata una piacevole scoperta, e mi ha chiarito dubbi che avevo su un mio strumento.

Anche io concordo sul fatto che questo lavoro andrebbe sottotitolato in altre lingue, per quanto sappia che si tratterebbe di un lavoro immenso.

Il momento più bello è stato, dopo aver osservato i miei legni, essermi messo a riflettere sulla forma, la nota, gli armonici e i tooth. Ho subito capito per esempio, che alcune cose che reputavo “difetti” su un mio yidaki non erano tali, quanto piuttosto delle caratteristiche dovute alla forma e al tipo di strumento.

Insomma, grazie Andrea, ma seriamente…

 

Barbara C. : Sono finalmente riuscita ad ascoltare e visionare il link di 2 ore che mi hai mandato […]
– il risotto ai funghi ti piace un casino, sia cucinarlo che mangiarlo, meglio se accompagnato da un buon vino che si sposi ed una spolveratina di tartufo!
-premessa: condivido  la tua filosofia, apprezzo le tue capacità didattiche ed ho capito tutto ciò che hai spiegato in un linguaggio molto scorrevole e per me immediato.

Ma io, seppure mille anni fa, ho studiato 5 anni pianoforte e solfeggio e, seppure non mi ci riconosco un granchè a causa di inclinazioni naturali ed indole ribelle, ho studiato ingegneria meccanica e lavoro da 15 anni in ambiente scientifico dove fisica ed ingegneria si mescolano continuamente e volente o nolente la mentalità la si assorbe. Le tue curve sinusoidali, con decibel in ordinata […] e Hz in ascissa mi sono sembrate la maniera piu straight forward per capire i concetti però…. mi sono anche sbellicata dalle risate al pensare alla faccia della gente che ti ascoltava durante il workshop.  (effettivamente i suonatori di didgeridoo e musicisti in genere, raramente trattano questi aspetti ndr.)

Sicuramente ce ne saranno stati alcuni che hanno seguito e capito ma altri dovevano essere parecchio spiazzati anzicheno. Magari sono io che ho idee preconcette[…] 

Poi ho visto i video dei fondamentali tuoi in inglese e di fabrizio in italiano… troppo bella la scena della ricerca delle crepe con l assistente, prima l’uno e poi l’altro. 

Mamma quanto scrivo! E che sono troppo soddisfatta di essermi fatta venire l’ispirazione del didge, mi si stanno aprendo nuovi mondi qui e li, sto conoscendo persone creative ed interessanti e mi stanno venendo mille idee per linkare e far vivere insieme le cose che mi appassionano!

Grazie mille per il tuo entusiasmo e la gentilezza nel rispondere.
a presto.
Barbara