2.3.3 FESTIVAL ED EVENTI

SOMMARIO      Prossimo paragrafo

2.3.3 FESTIVAL ED EVENTI

Nel panorama mondiale la diffusione e l’uso del didjeridoo sono in rapida e continua evoluzione.

Questo strumento, nella musica contemporanea e moderna, può considerarsi giovane a dispetto della sua reale età. Di conseguenza, anche gli spettacoli e i festival continuano a evolversi anno dopo anno, come è possibile osservare analizzando i mutamenti avvenuti nei principali festival europei del didjeridoo in Germania, Francia, Spagna, Svizzera e Italia. Se inizialmente, questi eventi erano occasione di confronto, scambio di informazioni o anche semplicemente un momento ludico dove protagonista era il didjeridoo, attualmente l’attenzione si è spostata sugli aspetti culturali dei quali lo strumento è espressione. Andrea Ferroni afferma che gli artisti che presero parte alle prime edizioni erano quasi tutti solisti. Alcuni di questi, appassionati e validi, hanno proseguito nei loro progetti, mentre altri con il tempo si sono persi per strada103. Secondo quanto affermato dal nostro musicista nell’articolo “Didjeridoos, festivals europei report”, attualmente è sempre più difficile trovare un musicista inadeguato per salire sul palco. Ora i festival vedono la presenza sia di virtuosi solisti sia di gruppi. Si tratta perlopiù di musicisti già affermati che talvolta utilizzano il didjeridoo anche per meno di metà del tempo a disposizione sul palco. Tuttavia, seppur i festival stiano artisticamente crescendo in qualità, non altrettanto si può affermare per gli spettatori che sembrano calare di numero. Questo perché, come affermato da Ferroni, inizialmente la scarsa pubblicità sui festival aveva come target principale gli appassionati del settore e siti di informazione o venditori di strumenti. In realtà bisognerebbe volgere questo tipo di pubblicità, sul fatto che il festival, seppur fondato su uno strumento ancestrale aborigeno, ha anche contenuti di musica generale che spaziano dal rock alla musica elettronica104.

Nel contesto europeo tra i principali festival del didjeridoo è importante citare il Dreamtime Didjeridoo Festival di Berlino, che per molto tempo è stato il più famoso in Europa e che in Germania ha goduto di grande popolarità. Nella sua ultima edizione, tenutasi nel 2005, si è vista la partecipazione dell’élite mondiale del didjeridoo, con nomi famosi: Charlie McMahon, Ganga Giri, Stephen Kent, Mark Atkins, Denra Dürr. Unitamente a questi artisti, hanno completato il programma i tedeschi Didges Brew, Ansgar Stein, Wolfgang Saus, gli australiani Wild Marmalade e Bruce Rogers, gli austriaci Ali Andress & IEP, l’olandese Peter Gerritson, lo spagnolo Ray de Horna e il fiorentino Stefano Focacci, per ora primo e unico italiano ad essere stato invitato a questo prestigioso evento. Il festival si è tenuto presso la UFA Fabrik, ex complesso cinematografico trasformato in un piccolo villaggio per artisti, dotato di diverse sale da utilizzare per concerti e seminari e di uno spazio per show che si svolgevano all’aperto fino alle 22.00 per trasferirsi poi al chiuso. Nei giorni di sabato e domenica veniva allestito anche un mercato all’aperto per la vendita di didjeridoo, strumenti musicali di vario genere, magliette, prodotti biologici e altro. Contestualmente ai concerti si sono tenuti seminari condotti dagli artisti più importanti, mostre di pittura dedicate all’arte aborigena, proiezioni di diapositive sull’Australia, conferenze sugli aborigeni australiani e la loro cultura. Dalle recensioni effettuate appare come Il pubblico si sia mostrato rispettoso, mai disattento e sempre pronto ad incoraggiare ogni artista con applausi105.

Altro importante evento a livello europeo, tenutosi nel 2012, è stato il Paris Didjeridoo and Percussion Festival106 svoltosi nella storica sala del Bataclan, tempio sacro parigino della musica, riconosciuto a livello internazionale. La sua vecchia struttura in legno, dall’acustica curata nei minimi dettagli, ha trasformato a tratti questa sala in un immenso didjeridoo le cui vibrazioni risuonando da una parete all’altra hanno suscitato negli spettatori una ipnotica e piacevole sensazione. Arma vincente di questo festival è stata da un lato l’eterogeneità dei gruppi musicali che si sono esibiti, dall’altro la qualità impeccabile dell’audio. Ulteriori festival noti a livello internazionale sono: Swizzeridoo in Svizzera, UK didjefest che ha luogo in Devon, il Fatt in Portogallo che si terrà nell’agosto 2014 in occasione della sua dodicesima edizione. In Italia, l’ultima edizione del Natibongo Festival a Cividale del Friuli ha riscosso un notevole successo. Svoltosi a fine agosto nella cornice del Parco della Lesa di Cividale del Friuli, questo festival ha visto la partecipazione di oltre 2.000 persone, evidenziando in tal modo non solo il suo carattere di spettacolo musicale, ma anche la sua dimensione culturale e sociale. Gli spettatori presenti alla Lesa non erano soltanto appassionati di musica e suonatori, ma anche famiglie, bambini e giovani di tutte le età provenienti da ogni parte d’EuropaQuesta partecipazione così varia ha proiettato il festival non solo come annuale ritrovo per gli amanti e appassionati di musica aborigena, suonata principalmente con didjeridoo e percussioni, ma anche come manifestazione culturale tout court. Il respiro internazionale di Natibongo ha visto fiorire nel 2013 collaborazioni musicali con artisti come Adele & Zalem da Parigi, che hanno presentato al festival la loro ultima creazione artistica “Urban Tree”: un album caratterizzato per la varietà musicale che si rifà alle sonorità aborigene mistiche e ancestrali. I funambolici Rhythmen da Graz, invece, hanno coinvolto il pubblico presente al Parco della Lesa in danze impetuose, con la loro energica batteria, l’incandescente chitarra elettrica e il magnetico didjeridoo. In proposito Giancarlo Ariani, presidente di Natibongo Festival, non nasconde la sua soddisfazione:

Quella del 2013 è stata indubbiamente una delle edizioni più riuscite. Per fortuna, anche le condizioni meteo ci hanno dato tregua e così il pubblico si è rivelato quello delle grandi occasioni, nella magica location del Parco della Lesa. La spontanea passione per questa iniziativa è il filo rosso che accomuna il nostro staff e il reale propellente che ci spinge a fine manifestazione ad affermare orgogliosamente: ne è valsa davvero la pena107. Principale festival italiano, conosciuto anche a livello internazionale, è il Forlimpopoli Didjin’Oz, un festival che dal 2003 richiama artisti e appassionati di musica e cultura aborigena da tutta Europa e non solo. L’11-12-13 luglio 2014, alla rocca di Forlimpopoli, si terrà la sua undicesima edizione. Sul sito internet dedicato: www.didjinoz.com, consultabile sia in lingua italiana sia inglese, si trovano sezioni che meglio illustrano i suoi contenuti in termini artistici e culturali: il festival, il programma, gli artisti, i workshops, altre attività, la lotteria, il didj. contest, gli sponsor. Si trovano pure, sotto la voce sommari, tutte le informazioni (foto, video, recensioni) in merito alle edizioni passate108. Il Didjin’Oz è un festival internazionale creato appositamente con l’obiettivo di far conoscere al mondo l’arte, la cultura e soprattutto la musica dell’Australia aborigena, centrata principalmente sul didjeridoo. Il Didjin Oz Fest, seppur strutturato come festival della musica è pure arricchito di molteplici eventi multi-culturali: esposizioni di arte indigena, stand del mercato equo-solidale. In proposito, nel cortile del castello di Forlimpopoli, viene organizzato un mercato tradizionale dove si possono trovare: libri, manufatti di arte aborigena, didjeridoo, prodotti biologici. Questo grande evento prevede anche spazi riservati a organizzazioni e associazioni umanitarie tra le quali Emergency e Medici senza frontiere. Il Festival, in tutte le sue edizioni, si svolge nel corso di tre giornate dove ogni giorno si organizzano concerti tenuti da suonatori di didjeridoo provenienti da ogni parte del mondo. Le loro esibizioni riproducono sia i consueti ritmi dei principali talenti tra i musicisti aborigeni, sia musiche e produzioni tipiche dell’Occidente proposte da musicisti provenienti dall’Australia e da altre nazioni. Nello svolgimento del festival si organizzano anche numerosi workshop su contenuti diversi che vanno da quelli dedicati all’apprendimento delle tecniche e dei ritmi del didjeridoo a quelli dedicati alle danze cerimoniali, ai “Painting Workshops” che descrivono le caratteristiche e le tecniche dell’arte aborigena, inclusa la narrazione di storie che raccontano delle loro tradizioni. Numerose sono anche le conferenze programmate per fornire al pubblico informazioni sulla cultura aborigena, inclusi la presentazione di libri e la visione di film su questo ambito. I film proiettatisi sono perlopiù cortometraggi e documentari su: paesaggi, natura e possibili destinazioni turistiche in Australia. Nel castello è anche organizzata annualmente una mostra di arte aborigena, sia tradizionale sia contemporanea, unitamente a una galleria fotografica con numerosi immagini sulla vita e i paesaggi dell’Australia aborigena109. Organizzatore di questo importante evento sin dalla sua prima edizione è Fiorino Fiorini, musicista originario di Forlì che suona in diverse formazioni e coltiva numerosi progetti da solista.

 

103 Ferroni, Andrea, “Didjeridoos festivals europei report”, Yidaki News, sett.ott.nov. 2005, ed. online:

http://www.windproject.it/rivista/Rivista%20004.pdf

104 Ibidem.

105 Cfr. http://www.didgeridoo.it/news/dreamtime.html

106 Cfr. http://yidaki.forumup.it/about2670-yidaki.html

107 Cfr. http://yidaki.forumup.it/about2670-yidaki.html; Ferroni, Andrea, “Prossimi eventi in Italia e in Europa”,

Yidaki News,giugno, luglio, agosto 2006, ed. online:

http://www.windproject.it/rivista/Rivista%20007.pdf

108 Cfr. http://www.didjinoz.com/

109 Ibidem.