1.2.4 I MOVIMENTI PER I DIRITTI SULLA TERRA

SOMMARIO      Prossimo paragrafo

1.2.4 I MOVIMENTI PER I DIRITTI SULLA TERRA

Numerose furono le rivendicazioni da parte degli aborigeni per il riconoscimento dei diritti sulla terra. L’intento era di eliminare l’immagine costruita dagli europei di Terra Nullius. Terra Nullius è l’immagine dell’Australia come terra di nessuno, terra libera per la conquista. Queste parole in latino sono diventate per gli aborigeni un insulto costante e il segno di un’esistenza negata. Con l’arrivo della prima flotta inglese il territorio australiano fu considerato uno spazio vuoto e non popolato. Per l’occhio occidentale non vi era segno di civiltà: non c’erano costruzioni, non vi era traccia di agricoltura. Il concetto di Terra Nullius condusse i colonizzatori a una continua appropriazione del territorio appartenente agli aborigeni24.

Questo fatto che l’Australia sia stata dichiarata terra di nessuno è ancora più grave in quanto la cosmogonia aborigena è fondata sulla terra: il territorio è strettamente legato con la storia, l’arte, la società e l’identità del popolo australe. Perciò la terra che può apparire vuota agli europei è in realtà ricca e complessa per gli aborigeni; la terra riveste una grossa importanza non solo in senso fisico ma anche in senso spirituale. Pertanto, la lotta aborigena per i diritti sulla terra non può essere considerata unicamente una rivendicazione di uguaglianza e giustizia sociale. Gli aborigeni vogliono che i non-aborigeni australiani riconoscano che il diritto alla terra in Australia significa il diritto tradizionale alla terra. Essi sono proprietari da sempre della terra su cui vivono. Gli aborigeni appartengono al territorio e il territorio appartiene a loro. La terra non è una proprietà materiale ma una responsabilità. Di conseguenza, per gli indigeni australiani il mancato riconoscimento del legame con la terra è alla base della perdita di identità e di salute. Esso conduce al degrado del singolo, della famiglia e della comunità25.

Compresa ora l’importanza così fondamentale del valore della terra per le popolazioni aborigene, risulta chiara altresì l’importante presenza dei movimenti per i diritti sul possesso di quest’ultima. Tali movimenti e rivendicazioni assunsero una notevole rilevanza soprattutto a partire dagli anni sessanta. In particolare, il caso Yirrkala (1963-1971) e il caso Mabo (1992) lasciarono un segno epocale nella lotta ai land rights.

Nel 1963 la popolazione di Yirrkala, una comunità aborigena situata nella terra di Arhem a est di Darwin, protestò per la mancata consultazione a proposito della loro terra all’indomani delle concessioni governative fatte ad una società mineraria per lo scavo di una miniera di bauxite. Il caso ebbe un seguito alla corte suprema dove fu intentato un processo da parte delle comunità aborigene a carico della ditta mineraria e dello stesso Commonwealth australiano. Il giudizio fu emesso nel 1971. Vinse la difesa in base a una interpretazione occidentale del concetto di proprietà. Tuttavia, anche se le proteste non furono accettate, un importante passo per il diritto al riconoscimento delle terre era stato fatto26.

Un altro avvenimento fondamentale, divenuto un esempio per ogni rivendicazione territoriale successiva, fu la decisione Mabo del 1992. L’insoddisfazione per la sconfitta nella causa Yirrkala fu ripagata con una sentenza davvero epocale. Dopo questa decisione la legge australiana dovette apportare grossi cambiamenti poiché veniva minata la dottrina della Terra Nullius. Secondo questa dottrina, all’arrivo delle flotte inglesi nel XVIII secolo, le popolazioni dell’Australia erano considerate nomadi e prive di possedimenti. L’intero continente non apparteneva a nessuno e fu legalmente colonizzato. Gradualmente, la Corona decise di concedere alcune terre in prestito o gratuitamente agli aborigeni. Le popolazioni aborigene si videro sottrarre i territori che occupavano da quarantamila anni. Il caso Mabo sconvolse radicalmente la dottrina della Terra Nullius, decretandola falsa sotto tutti gli aspetti27.

Eddie Mabo nacque nell’arcipelago delle isole Murray e partecipò a molti movimenti per il rispetto dei diritti civili. Con la discussione presso i massimi organi legislativi del Paese, egli voleva stabilire in termini normativi occidentali che gli isolani possiedono la loro terra. La teoria della Terra Nullius fu respinta dalla comune legge d’Australia. Gli aborigeni possedevano la loro terra e questo non perché ne avevano ricevuto il diritto dalla corona, ma in quanto ideale lasciato dai progenitori, prima della rivendicazione del possesso inglese del 1879. La sentenza ribaltava completamente il giudizio sul caso Yirrkala che stabiliva che i titoli di possesso aborigeno non erano ritenuti validi dopo lo stanziamento inglese. Esso affermava anche che se gli aborigeni non mostravano una concessione governativa sulla terra concessa dalla corona, non possedevano niente. Con la Mabo decision, l’alta corte riconobbe finalmente il valore della terra nella società aborigena. Da questo momento in poi i diritti delle popolazioni aborigene dovevano essere totalmente riconsiderati. Dalla sentenza Mabo scaturì un progetto di legge: il Native Title Act del 199328. Esso definì legalmente la situazione degli aborigeni e il loro inalienabile diritto alle terre.

Tuttavia, la definizione di questo importante atto giuridico, non pose però la parola fine nelle dispute sulla terra. Il governo federale tentò più volte di porre emendamenti al testo originario per limitare il potere attribuito alle popolazioni aborigene. La situazione è ancora problematica.

Il caso Yirrkala, il Native Title Act e la sentenza Mabo hanno cambiato i rapporti tra il potere governativo e le popolazioni indigene e la situazione ha visto cambiamenti notevoli sia sul piano dei diritti umani che civili. La strada dell’integrazione resta però una via lunga da percorrere.

 

24 Cfr. Gilfedder, Deirdre, op. cit.

25 Cfr. Oboe, Annalisa, “Terra, arte e tradizione nella cultura aborigena e nella reinvenzione letteraria dell’australiano Mudroroo”, lezione all’università di Milano; Hughes, Robert, op. cit.

26 Cfr. Furlan, Alberto, “Il rapporto formatore di corpo e paesaggio nella cultura aborigena australiana in riferimento alla pratica rituale musicale”, 1999, ed. online: http://aborigeni.didgeridoo.it/

27 Cfr. Oboe, Annalisa, op. cit.

28 Cfr. Furlan, Alberto, op. cit.